Stato psicologico che può interessare le vittime di un sequestro che provano un sentimento positivo (dalla simpatia alla solidarietà fino ad arrivare all’innamoramento) nei confronti di chi li ha sequestrati o li ha sottoposti a violenza.
L’espressione nasce dalla relazione di un agente del FBI, Conrad Hassel, su un episodio accaduto nell’agosto del 1973 a Stoccolma, quando quattro impiegati di banca furono sequestrati per 6 giorni da due banditi nel sotterraneo dell’edificio.
La polizia riuscì a liberare gli ostaggi. Sorprendentemente tutti i sequestrati, sia pure in modo diverso e in fasi alterne, dimostrarono simpatia e solidarietà per i malviventi ed esasperazione verso le forze di polizia. Gli psichiatri hanno spiegato questo fenomeno con il fatto che gli ostaggi erano divenuti emotivamente debitori ai loro rapitori.
La Sindrome di Stoccolma è entrata nel lessico comune dopo che nel 1974 fu usata per difendere l’ereditiera statunitense Patty Hearst (nella foto) che dopo essere stata rapita dall’Esercito di liberazione simbionese finì con diventarne complice partecipando ad atti terroristici e rapine in banca.
