L’altro nome di New York
Il legame tra la mela e la metropoli statunitense è antica e recente al tempo stesso.
Secondo gli storici il primo a legare il frutto alla città fu Edward S. Martin. Nel 1909 lo scrittore annotò nel suo The Wayfarer in New York (una sorta di guida turistica): “… per il resto dell’America, New York è come una grande mela che succhia per sé tutta la linfa dell’albero …”.
Qualche anno più tardi, la metafora tornò ad essere utilizzata. “Per gli attori affamati, i musicisti squattrinati e le prostitute di provincia Broadway (cioè il distretto dello spettacolo newyorkese) è la grande mela agognata e irraggiungibile”.
Negli anni Trenta, il giornalista John Fitz Gerald chiamò Around the Big Apple il suo seguitissimo corsivo sulle corse dei cavalli sul Mornig post (nel 1997 il sindaco Giuliani decise di denominare Big Apple corner l’angolo tra West 54th street e Broadway dove Fitz Gerald era vissuto).
Negli anni Quaranta del XX secolo, la metafora che legava New York alla mela si impose tra i cantanti di blues e jazz che – come recita un celebre ritornello – sognavano “di sbarcare sulla buccia della grande mela per gustarne la polpa dolce e succosa”.
Tuttavia, New York divenne la “Grande mela” per tutto il mondo solo negli anni Settanta del XX secolo.
Fu Charles Gillett, presidente dell’ente per turismo della città americana, a decidere di lanciare una campagna pubblicitaria internazionale in cui NY era Big Apple.
