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LO STILE BIEDERMEIER

Tra il 1815 e il 1848, soprattutto in Germania e nell’Impero austriaco, si impose una moda e un diffuso sentire culturale, architettonico e artistico che si contrapponevano a quello dell’Impero e, in senso lato, all’età della Rivoluzione. Al fasto dell’era napoleonica si proponeva uno stile sobrio e armonico, destinato ad esaltare la serena vita di famiglia. Fu definito lo “stile della Restaurazione“.

Quegli stessi anni videro affermarsi la rivoluzione industriale e con essa l’espandersi della borghesia. Si imponeva quindi, la necessità di dare case adeguate e arredamenti consoni alla nuova classe. Le une egli altri realizzati con le nuove tecniche industriali. Nell’arredamento lo “stile della Restaurazione” introdusse l’uso dei tappeti, dei tendaggi e di nuovi tipo di mobilio come il servante a vetrina, l’armadietto secrètaire a ribalta e il divano imbottito. Un modo di immaginare la casa durato in Occidente per quasi 200 anni.

Nacquero, inoltre, i mobili fatti in serie. Tra i più celebri quelli dell’austriaco Michael Thonet specializzato in sedie e divani in legno curvato e paglia di Vienna. Iniziò l’attività solo nella seconda metà del XIX secolo, ma il suo esempio è esplicativo della industrializzazione della falegnameria già in atto negli anni Trenta dell’Ottocento.

Il nome Biederrmaier deriva da un personaggio caricaturale creato da Ludwig Eichrodt e Adolf Kussmaul.
I due umoristi per colpire la borghesia priva di slanci e di valori crearono un uomo conformista a cui diedero il nome di  Bieder (che significa onesto, ingenuo)  il cognome  comunissimo nei Paesi di lingua tedesca Meier  (come fosse Rossi in Italia). Nacque così lo stile della “persona comune”.