Era il 29 luglio 1976, Giulio Andreotti costituì il suo terzo governo, un monocolore DC, il primo della così detta “non sfiducia”, che si reggeva, cioè, con l’astensione del PCI. Tra i ministri apparve la prima donna della storia italiana. Si trattava di Tina Anselmi, democristiana, a cui fu affidato il dicastero del Lavoro e della previdenza sociale.
Nata in Veneto nel 1927, laureata in Lettere, l’Anselmi aveva partecipato attivamente alla lotta partigiana e poi aveva svolto attività sindacale. Eletta in Parlamento nel 1968 era stata in tre governi sottosegretario al Lavoro. Successivamente diventerà ministro della Sanità e presidente della commissione d’indagine sulla loggia massonica P2.
La prima donna ad entrare in un governo italiano fu, nel 1951, la democristiana Angela Maria Guidi Cingolani nominata sottosegretario al ministro dell’Industria nel VII governo De Gasperi.
