La mezzaluna viene legata all’Islam per almeno due ragioni.
La prima riguarda il valore simbolico della falce lunare crescente in rapporto alle regole religiose dell’Islam; la seconda l’utilizzo politico.
Il calendario islamico è lunare, mentre il nostro è solare. Per loro il giorno inizia al tramonto del sole e il mese ha inizio con l’apparizione in cielo della falce lunare e termina con il nascere della luna nuova. Così il Ramadam, il mese del digiuno sacro, è regolato dall’apparire della luna nuova che ne stabilisce l’inizio e la fine. Ed è lo stesso Corano a indicare, con le diverse fasi della luna, i periodi per il pellegrinaggio alla Mecca.
A questi elementi culturali e religiosi si sono aggiunte delle scelte politiche che hanno imposto la luna crescente come simbolo politico dell’Islam. Decisioni relativamente recenti, che risalgono tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Da quel periodo un numero sempre maggiore di nuovi Stati mussulmani hanno deciso di inserirla nelle loro bandiere. Il primi furono i sultani turchi Selim III (1789-1807) e Mahumud II (1808-1839) che adottarono per i loro eserciti e le flotte una bandiera a fondo rosso con una luna crescente e una stella a sei punte bianche. A questa si aggiunse anche una bandiera a fondo verde (colore sacro dell’Islam). L’esempio ottomano fu seguito dalla Tunisia (1824), dal Pakistan (1947), dalla Malesia (1950) e da molti altri ancora.
Prima di diventare un simbolo musulmano, la luna crescente era largamente diffusa in tutto l’Oriente. Era stata per oltre mille anni il simbolo della città di Bisanzio ed era comunemente utilizzata nella Grewcia classica come simbolo della dea Artemide.
