Come nasce l’elicottero?
Il disegno di Leonardo nel codice Atlantico del 1480 è celebre. Descrive una “vite aerea” che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto “avvitarsi” nell’aria sfruttandone la densità similmente a quanto fa una vite che penetra nel legno. Non vi è prova che Leonardo abbia effettivamente costruito la macchina da lui immaginata. Più concretamente, nel luglio 1754, il russo Michail Lomonosov mostrò all’Accademia russa delle scienze un piccolo birotore che avrebbe potuto portare in quota strumenti meteorologici. Nel 1783, un anno dopo l’ascensione dei fratelli Montgolfier in pallone, Christian de Launoy, con l’aiuto del suo meccanico Bienvenu, realizzò un giocattolo funzionante con due rotori controrotanti realizzati con piume di tacchino mosse da un archetto elastico metallico.
Successivamente, prototipi simili furono realizzati nel Regno Unito, in Francia e in Italia.
Nel 1877, l’ingegnere italiano Enrico Forlanini riuscì a far sollevare fino all’altezza di circa 13 metri un modello di elicottero del peso di 3,5 kg con due rotori bipala coassiali controrotanti. Ad alimentarli era un motore a vapore che aveva una caldaia esterna.
Nel 1901, lo slovacco Ján Bahýľ costruì un modello di elicottero con un motore a combustione interna che riuscì a sollevarsi a mezzo metro di altezza e che, una volta perfezionato, il 5 maggio 1905 si sollevò dal suolo di circa 4 metri compiendo un volo di 1500 metri.
Ai primi del Novecento in Francia ci furono vari tentativi di realizzare macchine volanti progettate sul principio che avrebbe dato vita all’elicottero. Quella dei due fratelli francesi, Jacques Breguet e Louis Charles Breguet, fra il 14 agosto e il 29 settembre 1907, riuscì a sollevarsi dal suolo di 60 cm con un passeggero a bordo per circa un minuto.
Il primo volo libero di un elicottero fu realizzato da Paul Cornu che progettò e costruì l’elicottero Cornu, un velivolo di 6 metri di lunghezza, in grado di ospitare un passeggero nel mezzo e dotato di due rotori controrotanti alle estremità messi in rotazione da un motore Antoinette da 24 cavalli.
Durante la prima guerra mondiale, l’ungherese Theodore von Kármán realizzò una macchina costituita da una semplice struttura triangolare in tubi d’acciaio recante quattro eliche orizzontali portanti in legno, due destrorse e due sinistrorse, azionate da un motore elettrico da 190 CV alimentato da cavi che la macchina sollevava con sé insieme alle funi di vincolo. Dopo quattro voli di prova la macchina finì fuori uso.
Nei primi anni Venti, l’argentino residente in Europa Raúl Pateras-Pescara de Castelluccio realizzò una serie di prototipi, finanziati anche dall’impero britannico, che riuscirono a volare in modo indipendente per qualche centinaio di metri.
La svolta avvenne il 14 aprile 1924, quando il francese Étienne Oehmichen stabilì il primo record del mondo riconosciuto dalla Fédération Aéronautique Internationale (FAI), volando con il suo elicottero quadrirotore per 360 metri. Seguirono altri prototipi in Francia e Stati Uniti capaci di volare in modo autonomo e controllato.
Nel 1925 l’ingegnere italiano Corradino D’Ascanio e il barone Pietro Trojani fondarono la Società D’Ascanio-Trojani che si prefiggeva di costruire un elicottero realmente funzionante. Dopo i primi due prototipi D’AT1 e D’AT2, che a malapena riuscirono a sollevarsi dal suolo, venne realizzato il D’AT3, una macchina relativamente grande rispetto agli altri prototipi, dotata di due rotori coassiali e controrotanti. Il controllo avveniva utilizzando delle ali ausiliarie e piccole superfici di controllo comandabili sul bordo d’uscita delle pale.
Pilotato dal maggiore Marinello Nelli all’aeroporto di Ciampino di Roma, il D’AT3 migliorò di poco i record FAI dell’epoca ottenendoli per l’altezza (17,4 m), durata (8 minuti e 45 secondi) e distanza (1078 m), ma si rivelò il primo prototipo di elicottero realmente funzionante e utilizzabile. Ciononostante le autorità militari non permisero all’inventore di accedere ai finanziamenti pubblici, indispensabili allo sviluppo del progetto e per dargli una prospettiva industriale. Cosa che fecero in URSS e negli Stati Uniti.
Nella foto in primo piano, l’elicottero di Corradino d’ascanio (1891-1981) mentre si solleva sull’aereporto di Ciampino nel 1931.
