I nome dei mesi dell’anno sono di derivazione etrusca e romana. Taluni richiamano il nome di una divinità, altri sono collegati al periodo dell’anno agricolo.
GENNAIO è legato a Giano, il dio bifronte, che metaforicamente rappresenta il passaggio da un anno all’altro.
FEBBRAIO potrebbe derivare da februus, dio etrusco della morte e della rigenerazione, cui era legato il februa, un rito, probabilmente dei sabini, per purificare i campi.
MARZO è il mese dedicato a Marte, dio della guerra.
APRILE richiama, invece, Venere, dea dell’amore, che simboleggiava il risveglio della natura. Il termine deriva da una trasposizione etrusca del nome della dea, Apru.
MAGGIO è il mese di Maia, dea dei campi e della fertilità, colei che favorisce l’abbondanza e la buona riuscita dei raccolti.
GIUGNO trae il nome da Giunone, moglie di Giove e dea della famiglia, tra le figure più importanti del panteon romano.
LUGLIO è dedicato a Giulio Cesare; lo decise, nel 44 a.C., Marco Antonio.
AGOSTO è, invece, in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto.
SETTEMBRE, OTTOBRE, NOVEMBRE e DICEMBRE si chiamano così, perché sono il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese del calendario di Romolo, un calendario lunare diviso in dieci mesi che iniziava a metà marzo. Nella tradizione si racconta che questo calendario fosse stato istituito dal fondatore di Roma.
Nell’immagine le quattro stagioni di Alphonse Mucha (1860-1939).
