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FORTUNA E MALASORTE PER 13, 17 E VENERDÌ

 

Non è vero, ma ci credo“, avrebbe detto il filosofo Benedetto Croce riferendosi alla superstizione.

Di certo c sono giorni e numeri a cui la tradizione attribuisce (anche se in modo contradditorio) influenze nefaste.

Il primo è il venerdì. Incerta la ragione. Probabilmente perché nel cristianesimo il venerdì ricorda la passione e la morte di Gesù e perciò prevede la penitenza e l’astinenza dalle carni. Prescrizioni di mortificazione che hanno legato il venerdì all’immagine di un giorno triste e quindi di malaugurio.

La cattiva fama del 17 viene fatta risalire ai romani perché le lettere che lo compongono – XVII – in se combinate in modo diverso formano la parola VIXI, cioè: “ho vissuto, sono morto”.

Controverso il valore del 13. Talvolta è negativo (non si deve essere il 13 a tavola), in altri casi positivo (si vendono ciondoli con il numero 13). La fama negativa risalirebbe a Filippo di Macedonia (382 a.C. – 336 a.C.) che dopo aver aggiunto la sua statua a quella delle maggiori divinità, morì assassinato. Inoltre, nella Cabala il 13 è considerato un numero infausto, simbolo della morte.  Nell’ultima cena di Gesù gli apostoli sarebbero stati 13 e il capitolo XIII dell’Apocalisse di Giovanni è quello dedicato all’Anticristo.
In Tibet, invece, il 13 è il numero della prosperità.