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ARTI E CORPORAZIONI FIORENTINE

Le Arti, dette anche Corporazioni, erano delle associazioni sorte a Firenze attorno al XII secolo. Lo scopo era quello di tutelare gli aderenti appartenenti a un medesimo gruppo professionale: controllavano i requisiti professionali e la qualità dei prodotti, stabilivano i prezzi di vendita, i salari dei dipendenti e le regole di mercato e quando era necessario erano chiamate a dirimere le questioni tra gli appartenenti. Con il passare del tempo assunsero anche un ruolo politico di rappresentanza degli aderenti presso gli organi di governo.

In base alla rilevanza economica e sociale dei mestieri esistevano le Arti Maggiori e le Minori.

Quelle Maggiori erano: Medici e Speziali; Giudici e Notai; Lana; Cambio; Vinai e Pellicciai; Setaioli; Mercanti o della Calimana.

Le Minori: Calzolai; Fabbri; Fornai, Beccai; Linaioli e Rigattieri; Corazzieri e Spadai; Chiavaioli; Correggiai; Cuoiai; e Galigai; Legnaioli; Vinattieri; Oliandoli e Pizzicagnoli; Albergatori; Pietra e Legname.

Dopo la rivolta dei Ciompi (1378) furono riconosciute altre tre arti minori: Tintori; Farsettai e Ciompi. Quest’ultima, che rappresentava gli operai della lana, fu successivamente sciolta.

Sul modello fiorentino nacquero in tutta Europa organizzazioni simili di rappresentanza di arti e mestieri. In Francia furono chiamate Guildes, in Inghilterra Guilds, in Germania Zünfte, nelle Fiandre Gilden, in Spagna Gremios.